riceviamo e diffondiamo:
Con una telefonata alla sua compagna, Alfredo Bonanno l'ha informata di essere stato arrestato, in Grecia, per concorso in rapina.Per ora non si sà nulla di più tranne che sta bene.Gio, 01/10/2009 – 22:50
Monday, 3 May 2010
Bonanno e Stratigopoulos in carcerazione preventiva
fonte: www.occupiedlondon.org/blog - 06.10.09
La scorsa notte, dopo un'udienza durata 9 ore, la Court House di Trikala ha decretato la carcerazione preventiva per Alfredo M. Bonanno e Christos Stratigopoulos. Per la la legge greca, la carcerazione preventiva può durare fino a 18 mesi. Il testimone oculare ha parlato di un clima di terrore creato da numerosi agenti armati e in borghese, pronti a cacciar via dal tribunale chiunque avesse un aspetto da anarchico o fosse stato lì per solidarietà.Mar, 06/10/2009 – 22:02
La scorsa notte, dopo un'udienza durata 9 ore, la Court House di Trikala ha decretato la carcerazione preventiva per Alfredo M. Bonanno e Christos Stratigopoulos. Per la la legge greca, la carcerazione preventiva può durare fino a 18 mesi. Il testimone oculare ha parlato di un clima di terrore creato da numerosi agenti armati e in borghese, pronti a cacciar via dal tribunale chiunque avesse un aspetto da anarchico o fosse stato lì per solidarietà.Mar, 06/10/2009 – 22:02
Grecia - Sull'arresto di Alfredo Bonanno e Christos Stratigopoulos
fonte: lasiciliaweb
Alfredo Maria Bonanno, un italiano di 72 anni considerato tra i maggiori teorici dell'anarchismo insurrezionalista è stato arrestato in Grecia per concorso in rapina. Con lui è stato arrestato anche l'anarchico greco Christos Stratigopoulos, attivo a metà degli anni novanta anche in Italia. La presenza di Bonanno in Grecia, a 48 ore dalle elezioni legislative e in un momento in cui si assiste a un'ondata di attentati e attacchi a sfondo anarchico, ha messo in allarme l'antiterrorismo che ha inviato propri uomini sul posto.
Bonanno, nato a Catania nel 1937, autore di libri culto del genere, quali "Gioa Armata" (per il quale venne condannato negli anni Settanta) e "Anarchismo insurrezionalista", è stato arrestato ieri nella cittadina centrosettentrionale di Trikala, dopo che aveva aiutato Stratigopoulos a compiere una rapina a mano armata che aveva fruttato circa 50.000 euro.
La notizia dell'arresto dell'anziano rivoluzionario, che sarebbe anche riuscito a mettersi in contatto telefonico con la sua compagna in Italia, si è sparsa subito negli ambienti anarchici dove già si parla di possibili "azioni di solidarieta" in suo favore. Bonanno, teorico della "violenza rivoluzionaria" e delle rapine per finanziare la lotta, è assai noto negli ambienti anarchici greci che hanno trovato ispirazione nei suoi scritti.
fonte: unione sarda
Sul luogo dell'arresto avvenuto ieri, a Trikala, nella Grecia centrosettentrionale, si è recata oggi un'unità dell'antiterrorismo. Bonanno, secondo quanto apprende l'Ansa da fonti della polizia, è stato arrestato dopo che aveva aiutato un complice greco di 46 anni a compiere una rapina a mano armata che aveva fruttato loro circa 50.000 euro. Secondo la ricostruzione della polizia, Bonanno avrebbe atteso fuori della Banca del Pireo a Trikala il suo complice greco che, camuffato con parrucca e baffi finti, aveva costretto il cassiere a consegnargli 50.000 euro in contanti. Fuori della banca si sarebbe incontrato con Bonanno con il quale si sarebbe allontanato su un'auto. Bonanno era alloggiato nella vicina località di Kalambaka dove la polizia ha trovato successivamente sia il denaro che la pistola della rapina. L'italiano ed il cittadino greco, arrestati in seguito alla testimonianza di un ragazzo che aveva assistito alla rapina chiamando la polizia, sono comparsi oggi davanti ad un procuratore per essere interrogati.
Sab, 03/10/2009 – 20:22
Alfredo Maria Bonanno, un italiano di 72 anni considerato tra i maggiori teorici dell'anarchismo insurrezionalista è stato arrestato in Grecia per concorso in rapina. Con lui è stato arrestato anche l'anarchico greco Christos Stratigopoulos, attivo a metà degli anni novanta anche in Italia. La presenza di Bonanno in Grecia, a 48 ore dalle elezioni legislative e in un momento in cui si assiste a un'ondata di attentati e attacchi a sfondo anarchico, ha messo in allarme l'antiterrorismo che ha inviato propri uomini sul posto.
Bonanno, nato a Catania nel 1937, autore di libri culto del genere, quali "Gioa Armata" (per il quale venne condannato negli anni Settanta) e "Anarchismo insurrezionalista", è stato arrestato ieri nella cittadina centrosettentrionale di Trikala, dopo che aveva aiutato Stratigopoulos a compiere una rapina a mano armata che aveva fruttato circa 50.000 euro.
La notizia dell'arresto dell'anziano rivoluzionario, che sarebbe anche riuscito a mettersi in contatto telefonico con la sua compagna in Italia, si è sparsa subito negli ambienti anarchici dove già si parla di possibili "azioni di solidarieta" in suo favore. Bonanno, teorico della "violenza rivoluzionaria" e delle rapine per finanziare la lotta, è assai noto negli ambienti anarchici greci che hanno trovato ispirazione nei suoi scritti.
fonte: unione sarda
Sul luogo dell'arresto avvenuto ieri, a Trikala, nella Grecia centrosettentrionale, si è recata oggi un'unità dell'antiterrorismo. Bonanno, secondo quanto apprende l'Ansa da fonti della polizia, è stato arrestato dopo che aveva aiutato un complice greco di 46 anni a compiere una rapina a mano armata che aveva fruttato loro circa 50.000 euro. Secondo la ricostruzione della polizia, Bonanno avrebbe atteso fuori della Banca del Pireo a Trikala il suo complice greco che, camuffato con parrucca e baffi finti, aveva costretto il cassiere a consegnargli 50.000 euro in contanti. Fuori della banca si sarebbe incontrato con Bonanno con il quale si sarebbe allontanato su un'auto. Bonanno era alloggiato nella vicina località di Kalambaka dove la polizia ha trovato successivamente sia il denaro che la pistola della rapina. L'italiano ed il cittadino greco, arrestati in seguito alla testimonianza di un ragazzo che aveva assistito alla rapina chiamando la polizia, sono comparsi oggi davanti ad un procuratore per essere interrogati.
Sab, 03/10/2009 – 20:22
Grecia - Bonanno trasferito in carcere ad Atene
fonte: ANSA, 18.01.10
ATENE, 18 GEN - Alfredo Bonanno, il settantaduenne anarchico italianorinviato a giudizio in Grecia per concorso in rapina a mano armata, e'stato trasferito, su richiesta della difesa, da Amfissa alla prigioneateniese di Korydallos. Il trasferimento e' avvenuto durante il finesettimana dopo che il giudice aveva accolto una richiesta in tal senso delsuo avvocato Joanna Kurtovic soprattutto per ragioni di salute. La difesadi Bonanno ne ha anche di nuovo chiesto la scarcerazione in attesa diprocesso dopo che una prima istanza di questo tipo era stata respinta loscorso novembre. ''Il suo trasferimento e' una buona cosa, le suecondizioni ad Amfissa stavano peggiorando e non era possibile curarlo inmodo appropriato'' spiega all'Ansa Kurtovic. ''Ne avevamo chiesto iltrasferimento anche per rendere piu' facili le visite della moglie''.Bonanno soffre in particolare di diabete, ha problemi cardiorespiratori edalle articolazioni aggravati dalla situazione in cui era costretto nellavecchia ed umida prigione di Amfissa, 150 km a nord di Atene, dove eradetenuto in uno stanzone con numerose altre persone. Bonanno, uno deiprincipali teorici dell' anarco-insurrezionalismo, venne arrestatoall'inizio di ottobre insieme all'anarchico greco Christos Stratigopoulos,anche egli trasferito ora ad Atene, dopo che questi aveva rapinato con unapistola una banca di Trikala andandosene via con 47.000 euro. Bonannovenne successivamente arrestato nel suo albergo dove la polizia trovo' ildenaro della rapina. L'italiano sostiene di avere ricevuto la borsa con ildenaro da Stratigopoulos senza sapere cosa contenesse. E la sua versione,secondo la difesa, e' stata confermata da Stratigopoulos che si e' assuntol'intera responsabilita' della rapina. Ma il giudice, apparentemente anchea causa dei precedenti del Bonanno, in passato gia' condannato in Italia,non gli ha creduto e lo ha rinviato a giudizio, e per la stessa ragione, eper timore di una fuga, gli ha negato sinora il piede libero.Sab, 23/01/2010 – 20:22
ATENE, 18 GEN - Alfredo Bonanno, il settantaduenne anarchico italianorinviato a giudizio in Grecia per concorso in rapina a mano armata, e'stato trasferito, su richiesta della difesa, da Amfissa alla prigioneateniese di Korydallos. Il trasferimento e' avvenuto durante il finesettimana dopo che il giudice aveva accolto una richiesta in tal senso delsuo avvocato Joanna Kurtovic soprattutto per ragioni di salute. La difesadi Bonanno ne ha anche di nuovo chiesto la scarcerazione in attesa diprocesso dopo che una prima istanza di questo tipo era stata respinta loscorso novembre. ''Il suo trasferimento e' una buona cosa, le suecondizioni ad Amfissa stavano peggiorando e non era possibile curarlo inmodo appropriato'' spiega all'Ansa Kurtovic. ''Ne avevamo chiesto iltrasferimento anche per rendere piu' facili le visite della moglie''.Bonanno soffre in particolare di diabete, ha problemi cardiorespiratori edalle articolazioni aggravati dalla situazione in cui era costretto nellavecchia ed umida prigione di Amfissa, 150 km a nord di Atene, dove eradetenuto in uno stanzone con numerose altre persone. Bonanno, uno deiprincipali teorici dell' anarco-insurrezionalismo, venne arrestatoall'inizio di ottobre insieme all'anarchico greco Christos Stratigopoulos,anche egli trasferito ora ad Atene, dopo che questi aveva rapinato con unapistola una banca di Trikala andandosene via con 47.000 euro. Bonannovenne successivamente arrestato nel suo albergo dove la polizia trovo' ildenaro della rapina. L'italiano sostiene di avere ricevuto la borsa con ildenaro da Stratigopoulos senza sapere cosa contenesse. E la sua versione,secondo la difesa, e' stata confermata da Stratigopoulos che si e' assuntol'intera responsabilita' della rapina. Ma il giudice, apparentemente anchea causa dei precedenti del Bonanno, in passato gia' condannato in Italia,non gli ha creduto e lo ha rinviato a giudizio, e per la stessa ragione, eper timore di una fuga, gli ha negato sinora il piede libero.Sab, 23/01/2010 – 20:22
[Fi] Presidio in solidarietà con Alfredo e Christos davanti al consolato greco
Start: 12/03/2010 - 10:00
End: 12/03/2010 - 13:45
Venerdì 12 marzo alle 10 presidio in solidarietà ad Alfredo Maria Bonanno e Christos Stratigopolous davanti al consolato greco di Firenze (via Cavour)Gio, 11/03/2010 – 12:48
End: 12/03/2010 - 13:45
Venerdì 12 marzo alle 10 presidio in solidarietà ad Alfredo Maria Bonanno e Christos Stratigopolous davanti al consolato greco di Firenze (via Cavour)Gio, 11/03/2010 – 12:48
Comunicato in solidarietà ad Alfredo e Christos
riceviamo e pubblichiamo:
Segue traduzione di un comunicato scritto da alcuni compagni inglesi e apparso sul sito 325.nostate.net il 12 febbraio, in seguito alla notizia dell’ennesimo rifiuto dei domiciliari ad Alfredo Bonanno e Christos Stratigopolous
I due compagni anarchici Alfredo Maria Bonanno e Christos Stratigopolous, accusati di aver commesso una rapina in una banca di Trikala, Grecia, si sono visti rifiutare per l’ennesima volta la richiesta di arresti domiciliari. Alfredo, che ha seri problemi di salute e un bisogno urgente di trattamento medico, deve uscire di prigione subito. La sua prolungata detenzione è dovuta solo alle sue idee ed ai suoi scritti teorici sull’anarchismo. Un anarchismo che, lungi dall’essere morto, è più che mai furiosamente vivo e vegeto; anzi è destinato a squarciare quest’unione europea nel profondo delle sue viscere. Un anarchismo che trova un fertile terreno nelle menti non ancora limitate da confini, aperte alla visione anarchica di un modo senza chiesa, Stato e capitale, senza sottomissione né povertà.
Questo è un anarchismo di libertà, gioia e solidarietà; un anarchismo di pietre e di fuoco, di sovversione e di attacco. E’ la dinamite che esplode contro il nemico di classe a Santiago del Cile; è l’anarchismo delle banche attaccate in tante città degli Stati Uniti e del Regno Unito; è l’anarchismo delle BMW e delle Porsche in fiamme che hanno illuminato il cielo della notte di Berlino e Amburg; è l’anarchismo delle azioni di attacco di Salonicco e Atene.
Questo è l’anarchismo dello sguardo complice scambiato nel mezzo di una folla ostile, quando si è in coda o al lavoro; a volte è come un sorriso, una calda espressione di gioia; altre ancora è un amico che ti salva dalle batoste che hai preso per tutta la tua vita; altre volte è nei proiettili che si spera vengano trovati sempre più spesso nelle teste dei potenti e dei loro servi.
Alfredo non ha mai tradito le sue idee nella penna e nell’inchiostro della congettura, al contrario ha scritto parole che esprimono la realtà, intuizioni che nascono nella lotta sociale ancora viva nei cuori di coloro che non smettono di sognare, che vogliono riprendersi quella vita negata dalla società prigione dello Stato e del capitale.
E’ un anarchismo che non può essere imprigionato, represso e messo fuori gioco perché non appartiene a nessuno e appartiene a tutti; è un anarchismo che, attraverso i mezzi semplici che possono essere usati per liberarsi dall’oppressione, comunica attraverso la resistenza e trova complici ovunque, perché ovunque ci sono persone che non hanno rinunciato alla speranza di cambiare le condizioni miserabili della loro vita.
Distruggere tutte le prigioni – Alfredo e Christos liberi
Per scrivere ai compagni:
Alfredo BonannoChristos Stratigopolous
Dikastikes Filakes KoridallosT.K. 18110AteneGreciaVen, 19/02/2010 – 18:14
Segue traduzione di un comunicato scritto da alcuni compagni inglesi e apparso sul sito 325.nostate.net il 12 febbraio, in seguito alla notizia dell’ennesimo rifiuto dei domiciliari ad Alfredo Bonanno e Christos Stratigopolous
I due compagni anarchici Alfredo Maria Bonanno e Christos Stratigopolous, accusati di aver commesso una rapina in una banca di Trikala, Grecia, si sono visti rifiutare per l’ennesima volta la richiesta di arresti domiciliari. Alfredo, che ha seri problemi di salute e un bisogno urgente di trattamento medico, deve uscire di prigione subito. La sua prolungata detenzione è dovuta solo alle sue idee ed ai suoi scritti teorici sull’anarchismo. Un anarchismo che, lungi dall’essere morto, è più che mai furiosamente vivo e vegeto; anzi è destinato a squarciare quest’unione europea nel profondo delle sue viscere. Un anarchismo che trova un fertile terreno nelle menti non ancora limitate da confini, aperte alla visione anarchica di un modo senza chiesa, Stato e capitale, senza sottomissione né povertà.
Questo è un anarchismo di libertà, gioia e solidarietà; un anarchismo di pietre e di fuoco, di sovversione e di attacco. E’ la dinamite che esplode contro il nemico di classe a Santiago del Cile; è l’anarchismo delle banche attaccate in tante città degli Stati Uniti e del Regno Unito; è l’anarchismo delle BMW e delle Porsche in fiamme che hanno illuminato il cielo della notte di Berlino e Amburg; è l’anarchismo delle azioni di attacco di Salonicco e Atene.
Questo è l’anarchismo dello sguardo complice scambiato nel mezzo di una folla ostile, quando si è in coda o al lavoro; a volte è come un sorriso, una calda espressione di gioia; altre ancora è un amico che ti salva dalle batoste che hai preso per tutta la tua vita; altre volte è nei proiettili che si spera vengano trovati sempre più spesso nelle teste dei potenti e dei loro servi.
Alfredo non ha mai tradito le sue idee nella penna e nell’inchiostro della congettura, al contrario ha scritto parole che esprimono la realtà, intuizioni che nascono nella lotta sociale ancora viva nei cuori di coloro che non smettono di sognare, che vogliono riprendersi quella vita negata dalla società prigione dello Stato e del capitale.
E’ un anarchismo che non può essere imprigionato, represso e messo fuori gioco perché non appartiene a nessuno e appartiene a tutti; è un anarchismo che, attraverso i mezzi semplici che possono essere usati per liberarsi dall’oppressione, comunica attraverso la resistenza e trova complici ovunque, perché ovunque ci sono persone che non hanno rinunciato alla speranza di cambiare le condizioni miserabili della loro vita.
Distruggere tutte le prigioni – Alfredo e Christos liberi
Per scrivere ai compagni:
Alfredo BonannoChristos Stratigopolous
Dikastikes Filakes KoridallosT.K. 18110AteneGreciaVen, 19/02/2010 – 18:14
Attacchi di solidarietà a Ioannina
Grecia - Attacchi di solidarietà a Ioannina
fonte: Fondazione Roscigna
Due ordigni incendiari costituiti da bombole di gas e da benzina sonoesplosi a Ioannina. Uno presso il Parco Tecnologico dell'Università diIoannina ed un altro presso l'Istituto di ricerca biomedica di Ioannina.
La rivendicazione:
"Per Lambro - vogliamo continuare quello che lui ha iniziato.La libertà di tutti i compagni in carcere: Giannis Dimitrakis, G. Boutzis,H. Nikolau, P. Georgiadis, B. Chrisohoidis, C. Stratigopolous e AlfredoBonanno.Immediata liberazione di Massura Hadimikelaki Yiospa.Solidarietà a tutti quelli che sono stati arrestati con l'accusa di averpartecipato alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco.
Alchimisti per il caos"
fonte: Fondazione Roscigna
Due ordigni incendiari costituiti da bombole di gas e da benzina sonoesplosi a Ioannina. Uno presso il Parco Tecnologico dell'Università diIoannina ed un altro presso l'Istituto di ricerca biomedica di Ioannina.
La rivendicazione:
"Per Lambro - vogliamo continuare quello che lui ha iniziato.La libertà di tutti i compagni in carcere: Giannis Dimitrakis, G. Boutzis,H. Nikolau, P. Georgiadis, B. Chrisohoidis, C. Stratigopolous e AlfredoBonanno.Immediata liberazione di Massura Hadimikelaki Yiospa.Solidarietà a tutti quelli che sono stati arrestati con l'accusa di averpartecipato alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco.
Alchimisti per il caos"
La vendetta del potere contro Alfredo Bonanno
Compagne e compagni,
all’interno di un clima di quotidiane azioni anarchiche e di repressione brutale contro ogni aspetto delle nostre vite, mi prendo la libertà di informarvi su due sviluppi importanti riguardo la detenzione di Alfredo Bonanno.
Come già sapete, Alfredo Bonanno e Christos Stratigopolous sono stati trasferiti nella prigione di Korydallos il giorno precedente all’internamento dell’assassino Korkonea nella prigione di Amfissa.
In quest’ultima città, la farmacia ha rifiutato di consegnare ad Alfredo i medicinali contro il diabete e il dolore acuto alla spalla dovuto ad un tumore diagnosticato dal centro di salute di Amfissa.
In seguito alle pressioni esercitate dai compagni, un dottore mandato dall’ambasciate italiana ha visitato Alfredo in prigione e confermato la gravità del suo stato di salute.
Vorrei anche informarvi che gli investigatori di Trikala stanno decidendo sulla richiesta del rilascio di Alfredo.
Considerando le nuove misure detentive decise dal ministro della giustizia e tenendo conto dell’età avanzata di Alfredo (73 anni), delle sue precarie condizioni di salute e della relativa leggerezza dell’accusa a sua carico (visto che Christos ha assunto piena responsabilità della rapina a mano armata), risulta chiaro come la prolungata detenzione di Alfredo sia un esempio di vendetta politica.
Alfredo Bonanno è un compagno anarchico rivoluzionario e autore di numerosi scritti. Questo è il motivo per cui è ancora rinchiuso: se non si trattasse di lui, sarebbe già stato rilasciato in attesa del processo.
Ma noi, che consideriamo la solidarietà come la nostra arma e che saremo dinamite in ogni rivolta, non intendiamo abbandonare il nostro compagno. Chiediamo l’immediato rilascio di Alfredo.
Libertà subito per Alfredo Bonanno.
Eva Tziutzia
P.S. Il testo che segue è un fax mandato al ministro greco della giustizia e dei diritti umani, all’ambasciata italiana ad Atene e alla stampa.
Vogliamo denunciare la detenzione abusiva ed illegale di Alfredo Maria Bonanno all’interno della prigione ateniese di Korydallos, in condizioni inaccettabili. La politica vendicativa dello Stato punta all’annientamento fisico e psicologico del compagno settantatreenne, che soffre gravi problemi si salute. Alfredo Bonanno è un anarchico coinvolto da decenni nel movimento, attivo nella resistenza contro la dittatura dei colonnelli in Grecia (1967-1974) e scrittore ed editore di numerosi scritti.
Chiediamo l’immediato rilascio di Alfredo Maria Bonanno.
Solidarietà attiva ad Alfredo
all’interno di un clima di quotidiane azioni anarchiche e di repressione brutale contro ogni aspetto delle nostre vite, mi prendo la libertà di informarvi su due sviluppi importanti riguardo la detenzione di Alfredo Bonanno.
Come già sapete, Alfredo Bonanno e Christos Stratigopolous sono stati trasferiti nella prigione di Korydallos il giorno precedente all’internamento dell’assassino Korkonea nella prigione di Amfissa.
In quest’ultima città, la farmacia ha rifiutato di consegnare ad Alfredo i medicinali contro il diabete e il dolore acuto alla spalla dovuto ad un tumore diagnosticato dal centro di salute di Amfissa.
In seguito alle pressioni esercitate dai compagni, un dottore mandato dall’ambasciate italiana ha visitato Alfredo in prigione e confermato la gravità del suo stato di salute.
Vorrei anche informarvi che gli investigatori di Trikala stanno decidendo sulla richiesta del rilascio di Alfredo.
Considerando le nuove misure detentive decise dal ministro della giustizia e tenendo conto dell’età avanzata di Alfredo (73 anni), delle sue precarie condizioni di salute e della relativa leggerezza dell’accusa a sua carico (visto che Christos ha assunto piena responsabilità della rapina a mano armata), risulta chiaro come la prolungata detenzione di Alfredo sia un esempio di vendetta politica.
Alfredo Bonanno è un compagno anarchico rivoluzionario e autore di numerosi scritti. Questo è il motivo per cui è ancora rinchiuso: se non si trattasse di lui, sarebbe già stato rilasciato in attesa del processo.
Ma noi, che consideriamo la solidarietà come la nostra arma e che saremo dinamite in ogni rivolta, non intendiamo abbandonare il nostro compagno. Chiediamo l’immediato rilascio di Alfredo.
Libertà subito per Alfredo Bonanno.
Eva Tziutzia
P.S. Il testo che segue è un fax mandato al ministro greco della giustizia e dei diritti umani, all’ambasciata italiana ad Atene e alla stampa.
Vogliamo denunciare la detenzione abusiva ed illegale di Alfredo Maria Bonanno all’interno della prigione ateniese di Korydallos, in condizioni inaccettabili. La politica vendicativa dello Stato punta all’annientamento fisico e psicologico del compagno settantatreenne, che soffre gravi problemi si salute. Alfredo Bonanno è un anarchico coinvolto da decenni nel movimento, attivo nella resistenza contro la dittatura dei colonnelli in Grecia (1967-1974) e scrittore ed editore di numerosi scritti.
Chiediamo l’immediato rilascio di Alfredo Maria Bonanno.
Solidarietà attiva ad Alfredo
LONDRA – VISITA ALL’AMBASCIATA GRECA. SOLIDARIETA’ A CHRISTOS ED ALFREDO
Mercoledì 10 febbraio 2010, un gruppo di amici e compagni si sono recati presso l’ambasciata greca a Londra per protestare contro le condizioni detentive delle prigioni greche e per consegnare un fax al ministro greco della giustizia (vedi sotto), in cui si chiedeva l’immediata scarcerazione di Alfredo Maria Bonanno, detenuto da sei mesi con l’accusa di concorso in rapina nonostante le sue precarie condizioni di salute in continuo deterioramento. Il gruppo ha raggiunto l’entrata principale dell’ambasciata con il testo del fax, ha appeso uno striscione sulla balconata con la scritta “Fuoco alle prigioni! [in greco ed in inglese] Alfredo Bonanno e Chgristos Stratigopolous liberi [in inglese]” e ha tentato di entrare nell’edificio. Gli impiegati dell’ambasciata, che i compagni hanno visto agitarsi dietro la vetrata, si sono rifiutati di aprire la porta. Pochi istanti dopo, sono sopraggiunte cinque auto della polizia e un consistente numero di poliziotti si sono precipitati sulle scale e all’interno dell’ambasciata (pare che la simbolica immunità territoriale delle ambasciate non esista più). Fedeli al disprezzo che i governi solitamente dimostrano verso le persone che pretendono di rappresentare, gli ufficiali dell’ambasciata si sono rifiutati di prendere la lettera dei compagni. Nonostante gli sbirri abbiano intimato a questi ultimi di allontanarsi, i solidali sono rimasti sulla balconata dell’ingresso dell’ambasciata, mentre alcuni di loro distribuivano volantini e copie del fax ai passanti. Nel frattempo altri poliziotti, visibilmente armati, hanno raggiunto i loro colleghi. Il gruppo di solidali ha lasciato l’entrata dell’ambasciata solo dopo aver visto una copia del fax nelle mani di uno dei capi dell’ambasciata.
Questa piccola dimostrazione di solidarietà aveva lo scopo di mostrare allo Stato greco che i nostri compagni imprigionati non sono soli. Sappiamo perfettamente come, nell’ambito della lotta contro la repressione e a sostegno dei compagni detenuti, questo tipo di azioni siano futili in sé per sé, e dovrebbero perciò essere collocate nel contesto di una più ampia ed estesa progettualità di solidarietà internazionale mirata alla generalizzazione dell’attacco contro l’esistente.
Infatti, nella serata di quello stesso giorno, abbiamo ricevuto la notizia dell’ennesimo rifiuto della richiesta di domiciliari per Alfredo, richiesta ancora una volta motivata dallo stato di salute di quest’ultimo. Questo non fa che confermare quanto era già chiaro a tutti: la continuata detenzione di questo compagno non ha nulla a che vedere con procedure giuridiche ma è una questione di vendetta politica avente lo scopo di distruggerlo fisicamente e psicologicamente. Se gli aguzzini riescano o meno nel loro intento è una questione che riguarda l’intero movimento, per cui spetta ora ai compagni decidere ora che parti prendere in questa vicenda. Svariate dimostrazioni di solidarietà si sono finora verificate in diverse parti d’Europa e oltre. Che esse continuino a diffondersi, a seconda della creatività e della scelta di metodi di ciascuno.
Ogni atto specifico di solidarietà per un compagno diventa un atto per tutti e coinvolge ogni sfruttato cosciente, dentro e fuori le prigioni del capitale, nel bisogno comune di abbattere dovunque le mura dell’oppressione e della miseria, di radere al suolo tutte le galere e di irrompere nella sfida infinita della libertà.
Testo del fax
Al Ministro greco della Giustizia.
Siamo qui per denunciare la continuata detenzione di Alfredo Maria Bonanno nel carcere ateniese di Koridallos, nonostante il ministero della giustizia abbia annunciato che centinaia di prigionieri attualmente rinchiusi in condizioni che rasentano la tortura nelle sovraffollate prigioni e nei lager greci sarebbero stati rilasciati in attesa di processo.
Tenuto conto dell’età avanzata di Alfredo Bonanno, del suo stato di salute seriamente compromesso e del fatto che le accuse a suo carico siano di minore portata, è assolutamente palese come la prolungata detenzione di questo compagno anarchico di 73 anni non sia motivata dall’accusa ufficiale di concorso in una rapina avvenuta nella cittadina di Trikala sei mesi fa, ma sia un caso esemplare di vendetta politica contro le sue idee, una vendetta che mira al suo annientamento fisico e psicologico.
Da decenni attivo nel movimento anarchico, partecipe della resistenza contro la dittatura greca dei colonnelli (1967-1974), scrittore ed editore di scritti teorici anarchici: queste sono le ragioni politiche per le quali Alfredo Bonanno continua ad essere rinchiuso in condizioni seriamente pericolose per la sua esistenza.
Con questo intervento noi, alcuni anarchici e amanti della libertà, chiediamo da Londra l’immediato rilascio di Alfredo Maria Bonanno.
Iniziativa di Solidarietà internazionale per Alfredo M. Bonanno
Per la distruzione di tutte le prigioni
Testo del volantino
Nel contesto di un sistema economico globale basato sul saccheggio delle risorse naturali e lo sfruttamento di milioni di persone, i greci, come tutte le altre popolazioni del pianeta, sono alle prese con una situazione economica di particolare gravità, dovuta all’ingordigia di banchieri, politici e clericali.
In quel paese di particolare bellezza, spesso considerato solo come un’accattivante destinazione turistica, sono soprattutto i giovani, gli immigrati e i lavoratori super sfruttati ad accusare il colpo della crisi. Politiche repressive e giudiziarie a dir poco brutali vengono applicate in Grecia con sempre maggiore intensità, un fenomeno destinato ad aggravarsi con l’aumento del numero di persone spinte oltre ai limiti dell’accettazione stoica. Nelle settimane successive al 6 dicembre 2008, giorno in cui un poliziotto assassinò a sangue freddo il quattordicenne Alexandros Grigoropolous, l’intero paese tremava di fronte al furore di centinaia di studenti in rivolta, presto affiancati da migliaia di anarchici, immigrati e giovani disoccupati in una ribellione sociale diffusa.
Rappresentanti delle forze di repressione di questo paese [Gran Bretagna] si sono recati in Grecia per aiutare i loro colleghi ellenici nell’opera di repressione della ribellione in atto.
Nonostante un lungo sciopero della fame iniziato da circa 8.000 detenuti nel novembre 2008, le prigioni greche sono sovraffollate all’inverosimile ed alcune di esse sono in tali aberranti condizioni che perfino le guardie carcerarie le definiscono campi di sterminio. Le promesse fatte dai politici del governo socialista recentemente eletto sono state per lo più disattese e migliaia di prigionieri continuano a versare in condizioni abominevoli e disumane.
Al momento, tutte le espressioni di rabbia e ribellione in Grecia sono brutalmente represse, sia dentro che fuori le mura delle prigioni, ma la lotta per la libertà è sempre vibrante e viva, ed è una fonte di ispirazione dovunque.
Lo spirito di ribellione non verrà mai soppresso.
Solidarietà attiva nella lotta.
Distruggere tutte le prigioni.
Foto su sysiphus-angrynewsfromaroundtheworld.blogspot.com
Lun, 15/02/2010 – 12:41
Questa piccola dimostrazione di solidarietà aveva lo scopo di mostrare allo Stato greco che i nostri compagni imprigionati non sono soli. Sappiamo perfettamente come, nell’ambito della lotta contro la repressione e a sostegno dei compagni detenuti, questo tipo di azioni siano futili in sé per sé, e dovrebbero perciò essere collocate nel contesto di una più ampia ed estesa progettualità di solidarietà internazionale mirata alla generalizzazione dell’attacco contro l’esistente.
Infatti, nella serata di quello stesso giorno, abbiamo ricevuto la notizia dell’ennesimo rifiuto della richiesta di domiciliari per Alfredo, richiesta ancora una volta motivata dallo stato di salute di quest’ultimo. Questo non fa che confermare quanto era già chiaro a tutti: la continuata detenzione di questo compagno non ha nulla a che vedere con procedure giuridiche ma è una questione di vendetta politica avente lo scopo di distruggerlo fisicamente e psicologicamente. Se gli aguzzini riescano o meno nel loro intento è una questione che riguarda l’intero movimento, per cui spetta ora ai compagni decidere ora che parti prendere in questa vicenda. Svariate dimostrazioni di solidarietà si sono finora verificate in diverse parti d’Europa e oltre. Che esse continuino a diffondersi, a seconda della creatività e della scelta di metodi di ciascuno.
Ogni atto specifico di solidarietà per un compagno diventa un atto per tutti e coinvolge ogni sfruttato cosciente, dentro e fuori le prigioni del capitale, nel bisogno comune di abbattere dovunque le mura dell’oppressione e della miseria, di radere al suolo tutte le galere e di irrompere nella sfida infinita della libertà.
Testo del fax
Al Ministro greco della Giustizia.
Siamo qui per denunciare la continuata detenzione di Alfredo Maria Bonanno nel carcere ateniese di Koridallos, nonostante il ministero della giustizia abbia annunciato che centinaia di prigionieri attualmente rinchiusi in condizioni che rasentano la tortura nelle sovraffollate prigioni e nei lager greci sarebbero stati rilasciati in attesa di processo.
Tenuto conto dell’età avanzata di Alfredo Bonanno, del suo stato di salute seriamente compromesso e del fatto che le accuse a suo carico siano di minore portata, è assolutamente palese come la prolungata detenzione di questo compagno anarchico di 73 anni non sia motivata dall’accusa ufficiale di concorso in una rapina avvenuta nella cittadina di Trikala sei mesi fa, ma sia un caso esemplare di vendetta politica contro le sue idee, una vendetta che mira al suo annientamento fisico e psicologico.
Da decenni attivo nel movimento anarchico, partecipe della resistenza contro la dittatura greca dei colonnelli (1967-1974), scrittore ed editore di scritti teorici anarchici: queste sono le ragioni politiche per le quali Alfredo Bonanno continua ad essere rinchiuso in condizioni seriamente pericolose per la sua esistenza.
Con questo intervento noi, alcuni anarchici e amanti della libertà, chiediamo da Londra l’immediato rilascio di Alfredo Maria Bonanno.
Iniziativa di Solidarietà internazionale per Alfredo M. Bonanno
Per la distruzione di tutte le prigioni
Testo del volantino
Nel contesto di un sistema economico globale basato sul saccheggio delle risorse naturali e lo sfruttamento di milioni di persone, i greci, come tutte le altre popolazioni del pianeta, sono alle prese con una situazione economica di particolare gravità, dovuta all’ingordigia di banchieri, politici e clericali.
In quel paese di particolare bellezza, spesso considerato solo come un’accattivante destinazione turistica, sono soprattutto i giovani, gli immigrati e i lavoratori super sfruttati ad accusare il colpo della crisi. Politiche repressive e giudiziarie a dir poco brutali vengono applicate in Grecia con sempre maggiore intensità, un fenomeno destinato ad aggravarsi con l’aumento del numero di persone spinte oltre ai limiti dell’accettazione stoica. Nelle settimane successive al 6 dicembre 2008, giorno in cui un poliziotto assassinò a sangue freddo il quattordicenne Alexandros Grigoropolous, l’intero paese tremava di fronte al furore di centinaia di studenti in rivolta, presto affiancati da migliaia di anarchici, immigrati e giovani disoccupati in una ribellione sociale diffusa.
Rappresentanti delle forze di repressione di questo paese [Gran Bretagna] si sono recati in Grecia per aiutare i loro colleghi ellenici nell’opera di repressione della ribellione in atto.
Nonostante un lungo sciopero della fame iniziato da circa 8.000 detenuti nel novembre 2008, le prigioni greche sono sovraffollate all’inverosimile ed alcune di esse sono in tali aberranti condizioni che perfino le guardie carcerarie le definiscono campi di sterminio. Le promesse fatte dai politici del governo socialista recentemente eletto sono state per lo più disattese e migliaia di prigionieri continuano a versare in condizioni abominevoli e disumane.
Al momento, tutte le espressioni di rabbia e ribellione in Grecia sono brutalmente represse, sia dentro che fuori le mura delle prigioni, ma la lotta per la libertà è sempre vibrante e viva, ed è una fonte di ispirazione dovunque.
Lo spirito di ribellione non verrà mai soppresso.
Solidarietà attiva nella lotta.
Distruggere tutte le prigioni.
Foto su sysiphus-angrynewsfromaroundtheworld.blogspot.com
Lun, 15/02/2010 – 12:41
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